Pontelandolfo

Storico

4 -La torretta di avvistamento

Descrizione

Gli occhi del paese sul brigantaggio

Una delle cinque torrette delle mura

Vi trovate presso una delle torrette di avvistamento che, intorno al 1460, furono erette lungo la cinta muraria di Pontelandolfo per volontà di Niccolò Gambatesa di Monforte, conte di Campobasso. Le mura del paese, all’epoca, erano intervallate da cinque torrette e da quattro porte³. Le torrette servivano a coprire angoli morti, a moltiplicare i punti di osservazione e a permettere alle sentinelle di segnalare in tempo qualsiasi movimento sospetto in avvicinamento.

Niccolò Gambatesa, capitano valoroso e dedito all’arte della guerra, non lasciava nulla al caso. La sua opera di fortificazione di Pontelandolfo, che culminò con la costruzione della Torre maestra a Nord-Ovest dell’abitato, fece del paese una delle piazzeforti più solide del Sannio nella seconda metà del Quattrocento, tanto da reggere undici giorni di assedio al cannone di Re Ferdinando I d’Aragona nel 1462.

Il ruolo nell’agosto del 1861

Quattrocento anni dopo, le torrette delle mura tornarono a svolgere la loro funzione originaria. Nei giorni del brigantaggio del 1861, e in particolare in quelli a ridosso dell’arrivo della banda di Cosimo Giordano del 7 agosto e poi della colonna del colonnello Negri del 14 agosto, gli abitanti di Pontelandolfo utilizzarono i punti di avvistamento per cercare di anticipare i movimenti delle truppe e dei ribelli.

Da quassù si vedeva la Consolare Sannitica srotolarsi verso valle, si vedevano i sentieri che salivano da Casalduni e da San Lupo, si vedevano le strade per Morcone e per Benevento. Una colonna in marcia, una nuvola di polvere sollevata da molti cavalli, il riflesso del sole sulle baionette: tutti segnali che, da queste torrette, qualcuno cercava di leggere per sapere chi stesse arrivando — e da che parte.

L’alba del 14 agosto

All’alba del 14 agosto 1861, fu proprio da uno di questi punti elevati che gli abitanti di Pontelandolfo videro avvicinarsi, ancora avvolta nella foschia mattutina della Valle, la colonna del colonnello Pier Eleonoro Negri: cinquecento bersaglieri partiti da Benevento il pomeriggio precedente, decisi a punire il paese per l’uccisione del drappello del tenente Bracci. Le torrette avevano dato l’allarme, ma a quel punto non c’era più nulla da fare. Le quattro porte del paese non sarebbero bastate a fermare la rappresaglia.

Oggi queste fortificazioni, sopravvissute a secoli di guerre e a un eccidio, restano come testimonianza muta del sistema difensivo medievale e del suo ultimo, drammatico utilizzo nell’estate dell’Unità d’Italia.

³ Porta Nuova a Oriente, Porta San Felice a Ponente, Porta Castello a Nord-Ovest e Porta Annunziata a Settentrione.

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